sabato 14 novembre 2009

Incontro con Christoph U. Schminck-Gustavus

Walerjan Wröbel è uno degli oltre due milioni di polacchi deportati nel Reich come forza lavoro.
A sedici anni accetta di lasciare la Polonia per andare a lavorare in una fattoria vicino a Brema, come bracciante agricolo: vuole cercare di aiutare la famiglia che sta soffrendo la fame sotto l'occupazione nazista. Ma è appena un ragazzo e mal sopporta di vivere lontano da casa. Dopo pochi giorni tenta di fuggire.
Riacciuffato e ricondotto dai suoi datori di lavoro, il 29 Aprile 1941 tenta di dare fuoco al fienile sperando di essere rispedito a casa per punizione.
Invece viene considerato un sabotatore della volontà di resistenza del popolo tedesco e viene giustiziato, anche se è minorenne, anche se i danni sono limitati, anche se ha aiutato a spegnere l'incendio, perché è Polacco.
Il 30 dicembre '41 è infatti promulgata una legge speciale di guerra, che prevede la pena di morte per qualsiasi delitto compiuto da ex polacchi (la cosiddetta Polenstrafrechtsverordnung) e questa legge viene applicata nel processo, retroattivamente, senza che nessuno vi si opponga.
I magistrati del processo Wröbel hanno continuato la loro carriera giuridica nella Germania del dopoguerra e si sono rifiutati di incontrare l'autore di questo libro.



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